L’autore del quadro conosceva la Bus Bomb Letter, inviata da Zodiac alla stampa di San Francisco il 9 novembre 1969.
vedi: (Bus Bomb Letter)
In quella lettera, il killer minacciava un attacco con un ordigno esplosivo. Tra le pagine compare questo disegno:

un diagramma elettrico della bomba, che Zodiac definiva la sua “macchina della morte”, completo di un meccanismo a orologeria. Ed è proprio questo disegno che ci permette di cogliere un collegamento con il quadro ritrovato a casa di Pacciani.
Osservando il volto dipinto nel quadro, si coglie un indizio importante: a un’analisi più attenta, quel volto sembra in realtà rappresentare un orologio. Le sue peculiarità rimandano direttamente a quello disegnato da Zodiac nella Bus Bomb Letter. Se confrontiamo i due disegni, il tentativo di mascherare l’orologio trasformandolo in un volto appare piuttosto evidente.


Tuttavia, limitarsi a parlare di una semplice coincidenza sarebbe riduttivo. Alcuni elementi, infatti, non possono essere ignorati e suggeriscono l’esistenza di un legame più profondo tra le due figure.
• Le frecce
Nell’orologio disegnato da Zodiac compare un tipo di freccia particolare: non una freccia comune, di quelle usate come semplici indicatori, ma una freccia che richiama quelle presenti nell’iconografia dei nativi americani, con una forma più elaborata e riconoscibile. Zodiac la utilizza per indicare la direzione della lancetta, trasformandola in un elemento simbolico oltre che funzionale.

• Freccia “nativo‑americana” + Orologio
Lo stesso tipo di freccia ricompare nel quadro, nuovamente associata all’orologio ma con una funzione diversa: qui la freccia indica la piccola porta collocata in basso.
L’autore del quadro riprende proprio quel motivo specifico disegnato da Zodiac — la stessa combinazione, rielaborando in base alle sue necessità.

• Freccia “nativo‑americana” + Orologio
Entrambe le rappresentazioni della freccia, caratterizzate dal piumaggio in coda, non sono un semplice indicatore grafico: sono un simbolo iconico legato all’immaginario dei nativi americani, tradizionalmente riconosciuto come uno dei loro emblemi più rappresentativi. Quando incontriamo una freccia di questo tipo, l’immaginario collettivo la associa immediatamente agli indiani d’America, perché è proprio quel tipo di freccia — così riconoscibile — ad appartenere ormai al loro repertorio iconografico.
È quindi plausibile che anche l’autore del quadro abbia richiamato quell’immaginario. La scelta non sembra affatto casuale: ha infatti ripreso la stessa combinazione utilizzata da Zodiac, riconoscendo e copiando quel particolare tipo di freccia.
Nel dipinto, la freccia rispecchia o fa eco ad altri elementi presenti nel quadro, legati alla cultura dei nativi americani, inserendosi in un sistema di rimandi simbolici ben preciso. (vedi: Riferimenti agli Stati Uniti)
Nel quadro emerge una marcata inclinazione verso riferimenti storici e culturali degli Stati Uniti. L’artista utilizza simboli e richiami specifici della storia americana per costruire un messaggio più ampio, lasciando intuire un interesse particolare — o comunque un’attenzione ricorrente — nei confronti del contesto statunitense, tema che affiora più volte all’interno dell’opera.
• La lancetta dei minuti
Un ulteriore elemento che avvalora l’idea che tutto questo non sia frutto del caso, e che questo volto sia effettivamente un orologio, è la lancetta. Nel volto, la lancetta è mascherata in modo da apparire come un naso, ma se osserviamo con maggiore attenzione, possiamo scorgere dettagli che richiamano la lancetta di un orologio.
L’immagine del quadro ha una risoluzione abbastanza soddisfacente, tanto da poter riconoscere un punto nero (indicato) posizionato esattamente al centro del volto, o meglio, del quadrante, che corrisponde al perno attorno al quale sono fissate le lancette.
Quella che potrebbe apparire inizialmente come una semplice linea nera ”riferita al naso”, in realtà mostra le caratteristiche tipiche di una lancetta d’orologio.
• Inoltre, la lancetta dei minuti presenta le forme caratteristiche proprie di una lancetta di questo tipo:

Sicuramente, osservando il dipinto di persona potremmo apprezzare in modo ancora più chiaro questi particolari che contraddistinguono la figura di una lancetta d’orologio.
• La lancetta delle ore
Per comprendere come questo ingegnoso “artista” riesca a mimetizzare gli elementi di interesse, basta osservare questo segmento nero (indicato) che si trova sotto l’occhio sinistro, dalla parte opposta rispetto alla lancetta delle ore.

L’impressione è quella di vedere due “occhiaie nere”, un effetto ingannevole che crea un’illusione visiva pensata per celare la lancetta delle ore. Questo espediente rivela la volontà di nascondere la figura dell’orologio, confondendola con un volto.
• Perché occultare?
Se l’autore avesse voluto raffigurare semplicemente un orologio, avrebbe potuto farlo apertamente, senza alcun bisogno di nasconderlo. Il fatto che invece lo abbia occultato, integrandolo nel dipinto come un elemento da scoprire e non da vedere subito, indica un’intenzione precisa: quel riferimento non doveva essere evidente, ma riconoscibile solo da chi conosceva il codice visivo. Non è un dettaglio casuale, ma un segnale deliberatamente celato.
• La tecnica
La tecnica dell’autore consiste nella mimetizzazione degli elementi chiave: li integra nel contesto visivo in modo da confonderli con ciò che li circonda, rendendoli riconoscibili solo a un osservatore attento. Nulla è mostrato apertamente; ogni dettaglio di interesse è nascosto nella composizione, camuffato ma intenzionale, e capace di assumere un doppio significato. (vedi: Inganno visivo)
L’autore del quadro conosceva evidentemente il significato e l’importanza di questa lettera scritta da Zodiac.

