JuriDecode – Sogno di Fatascienza

La torcia di Zodiac

1969, 4 agosto. Prima lettera firmata “Zodiac”, traduzione:

Caro Direttore,

Qui è Zodiac che parla. In risposta alla tua richiesta di maggiori dettagli a proposito dei bei momenti trascorsi a Vallejo, sarò molto felice di aggiungere altro materiale.
Comunque, la polizia sta passando un bel momento con il codice? Se non è così, dite loro di consolarsi; quando lo avranno craccato mi avranno.

Il 4 luglio
Non ho aperto la portiera dell’auto. Il finestrino era già tutto giù
. Il ragazzo all’inizio era seduto sul sedile davanti quando ho cominciato a sparare. Quando gli ho sparato il primo colpo alla testa è scattato all’indietro nello stesso momento, anticipando la mia mossa. È finito sul sedile posteriore poi sul pavimento sbattendo violentemente le gambe così è come (sic) gli ho sparato al ginocchio.
Non ho lasciato la scena dell’omicidio sgommando con gli pneumatici & premendo sull’acceleratore come descritto dal giornale di Vallejo. Sono andato via molto lentamente per non attirare l’attenzione sulla mia auto.
L’uomo che ha detto alla polizia che la mia auto era marrone era un negro sui 40-45 vestito in maniera abbastanza trasandata.
Ero in una cabina del telefono e mi stavo divertendo con la polizia di Vallejo proprio mentre mi stava passando davanti. Quando ho attaccato il telefono il maledetto X@ ha cominciato a squillare & attirando la sua attenzione su di me e sulla mia auto.

Lo scorso Natale
In questo episodio la polizia si chiedeva in che modo avessi potuto sparare e centrare le mie vittime al buio. Non l’hanno detto apertamente questo, ma lo hanno implicitamente sostenuto dicendo che fosse una bella notte luminosa & che potessi vedere le sagome all’orizzonte. Stronzate che l’area fosse circondata da alte colline & alberi.
Quello che ho fatto è stato attaccare una piccola torcia alla canna della mia pistola. Se non lo sapete al centro del cerchio di luce se la puntate su un muro o sul soffitto noterete un piccolo cerchio nero all’interno di circa 10-15 centimetri. Quando la attaccate alla canna di una pistola, il proiettile colpirà esattamente al centro della zona buia all’interno della luce. Tutto quello che ho dovuto fare è stato innaffiarli come se fosse il tubo dell’acqua. Non c’era bisogno di usare il mirino. Non mi è piaciuto vedere che non ho avuto la prima pagina.


Un richiamo che merita particolare attenzione riguarda i legami tra il quadro e il tema dell’acqua, ricorrente nelle lettere di Zodiac. La lettera appena presentata mette in luce questo motivo con particolare evidenza, mostrando parallelismi notevoli con il quadro.

Pagina 3:

Quello che ho fatto è stato attaccare una piccola torcia alla canna della mia pistola. Se non lo sapete al centro del cerchio di luce se la puntate su un muro o sul soffitto noterete un piccolo cerchio nero all’interno di circa 10-15 centimetri. Quando la attaccate alla canna di una pistola, il proiettile colpirà esattamente al centro della zona buia all’interno della luce.

Tutto quello che ho dovuto fare è stato innaffiarli come se fosse il tubo dell’acqua.

Non c’era bisogno di usare il mirino. Non mi è piaciuto vedere che non ho avuto la prima pagina.

• Parallelismi con il quadro

  
Nel quadro il generale brandisce la spada non solo come arma, ma anche come mezzo per spruzzare l’ acqua (vedi: Il getto d’acqua), quasi a innaffiare la sua vittima. Il gesto simbolico di bagnare o innaffiare la vittima con l’acqua, utilizzando la stessa arma con cui viene uccisa, è piuttosto insolito e non rappresenta un motivo particolarmente comune.

Tuttavia, questo dettaglio visivo — questo riferimento all’acqua — sembra collegarsi alla lettera di Zodiac, perché riflette un concetto analogo: il killer afferma infatti di aver “innaffiato” le sue vittime.

In quella lettera relativa al duplice omicidio avvenuto il 20 dicembre 1968 sul Lake Herman Road, Zodiac corregge alcune dichiarazioni fatte dalla polizia riguardo alla notte del delitto. Il killer, descrivendo il duplice omicidio, spiega come abbia fissato una torcia sulla canna della pistola, utilizzando il fascio di luce come mirino per sparare nel buio, descrivendo il procedimento nei minimi dettagli. Il passaggio riportato in quella pagina è: «Tutto quello che ho dovuto fare è stato innaffiarli come se fosse il tubo dell’acqua; non c’è stato bisogno di usare il mirino della pistola».

Nel quadro, l’azione violenta del generale si esprime tramite la sua spada, «un’arma che spruzza acqua e innaffia la vittima». Un dettaglio visivo apparentemente insolito, ma che trova un inquietante parallelismo con le parole di Zodiac in quella lettera, infatti nella sua descrizione, il fascio luminoso non è semplicemente un aiuto pratico, ma diventa qualcosa di più: Zodiac lo interpreta come un getto d’acqua, affermando di aver “innaffiato” le vittime, come si farebbe con un tubo dell’acqua.  Questa distorsione percettiva trasforma la luce in un’immagine ambigua, che altera la logica del gesto.

Così come nella lettera il fascio di luce assume il ruolo di un getto d’acqua, nel quadro l’acqua stessa viene rappresentata con un colore giallo innaturale, il giallo che spesso è associato alla luce.

Entrambi gli elementi—la descrizione di Zodiac e la rappresentazione pittorica— giocano su un’ambiguità visiva e concettuale, dando vita a un parallelismo che suggerisce come il dettaglio visivo del quadro e le parole di Zodiac siano due versioni dello stesso concetto: innaffiare la vittima tramite l’arma utilizzata per ucciderla.