JuriDecode – Sogno di Fatascienza

La figura duale del mostro

Nel processo Pacciani emerse l’ipotesi di concorso in omicidio tra più soggetti. A sostegno di questa tesi fu centrale la testimonianza di Giancarlo Lotti, che dichiarò di aver partecipato ad alcuni delitti insieme a Pietro Pacciani e Mario Vanni.

Secondo il suo racconto, il gruppo agiva in modo coordinato: principalmente, Pacciani avrebbe esploso i colpi di pistola, mentre Vanni si sarebbe occupato delle mutilazioni con un coltello.

I soggetti al centro del processo, come ben sappiamo, non si sono mai dimostrati pienamente affidabili. Le loro versioni sono apparse contraddittorie, frammentarie, spesso influenzate da timori. Raccontano ciò che conviene, omettendo o alterando quello che potrebbe metterli nei guai. È evidente che quello che è stato raccontato non può corrisponde a una verità limpida, ma a volte non tutto è falso, ciò che viene raccontato è spesso una verità parziale, piegata, ritagliata, adattata, costruita per servire interessi o proteggere responsabilità. Così, secondo il racconto di Lotti, Pacciani e Vanni avrebbero agito: uno con la pistola e l’altro con il coltello.

Questa dualità trova un curioso riflesso nel quadro, dove il personaggio principale è un centauro —figura mitologica che unisce due nature, due personaggi — la parte umana, e quella animale.

Il quadro suggerisce una natura duale dell’entità “mostro”, alludendo a un’azione coordinata tra due individui, ciascuno con un ruolo complementare. Il tessuto concettuale offerto dai dipinti di Olivares ha agito come una matrice fertile, in cui l’autore di Sogno di Fatascienza  ha potuto innestare ed elaborare a suo piacimento la propria idea.  
In Sogno di Fatascienza la figura del generale appare slanciata, con una fisionomia fortemente caratterizzante, accentuata appunto dalla sua statura allungata.

«In tal senso, la figura risulta volutamente più allungata rispetto al modello di riferimento: in particolare,gli arti appaiono sensibilmente più estesi e slanciati, probabilmente modellati in base a specifiche esigenze».

• Anche in Sogno di Fatascienza, la figura del generale richiama quella di un appartenente a un corpo militare. «Il paragone con il soggetto in età giovanile evidenzia un forte richiamo a quella persona»

Impugna una spada, simbolo evidente del tragico scempio inflitto ai corpi delle povere vittime (vedi: Le escissioni e la lettera). Un osservatore intellettualmente onesto può riconoscere chiaramente l’intento macabro dell’autore nel voler rappresentare la scena che ha caratterizzato la vicenda del mostro di Firenze.

• Poi abbiamo la parte animale, rappresentata da un toro: massiccio, più tozzo rispetto al generale.

Nella sua figura è celata una pistola nella fondina,  collocata proprio vicino allo zoccolo con cui percuote la corda dello strumento e la traiettoria dello sparo indica uno schema numerico ben preciso. (vedi: Il quadro che conta i delitti).

Si tratta di una rappresentazione simbolica che allude chiaramente a due soggetti che agiscono insieme, suggerendo una complicità simile a quella descritta nel racconto di Lotti.

Poiché nel quadro i due soggetti appaiono fusi in una forma surreale, ho realizzato un disegno approssimativo che tenta di restituire il loro possibile aspetto nella vita reale, separandoli visivamente per rendere più chiaro il parallelismo che intravedo tra la rappresentazione artistica e la mia lettura del dipinto.

Per questo motivo definisco il mio disegno come un identikit interpretativo, una ricostruzione ipotetica che serve unicamente a illustrare la mia analisi del quadro e la possibile intenzione comunicativa dell’artista.

Se l’autore ha davvero voluto rappresentare simbolicamente due soggetti reali, allora potrebbe aver voluto suggerire figure che, per certi aspetti, richiamano il tipo di resa che ho proposto. Si tratta quindi di una rappresentazione utile a comprendere meglio la lettura dell’opera.